Politica

Contro i professionisti della delusione

Che il governo Monti sarebbe stato un governo di professori e banchieri lo sapevamo già. E che non sarebbe stato un governo di sinistra né tantomeno iperlaico, pure. Per cui mi pare sterile giocare a fare i delusi. Gli occhiali con cui valutare la squadra che ieri ha prestato giuramento al Quirinale non sono quelli del «governo che avremmo voluto», ma quelli della memoria. Ricordiamoci da dove veniamo. Da quali macerie istituzionali, politiche, sociali e morali. E con questa consapevolezza, facciamo due osservazioni. 


La prima, sulla riorganizzazione dei dicasteri: non dovendo fare i conti con il bilancino della (cattiva) politica, non è stato necessario scorporare e inventarsi deleghe per moltipliare le poltrone, per cui a ogni ministero corrisponde un oggetto reale. Alcuni segnali forti: scompare il ministero delle Riforme per il federalismo, mentre c’è quello per la Coesione territoriale. Dalla strisciante secessione alla ritrovata unità nazionale. Non mi pare poco. Scompare l’inutile ministero per l’Attuazione del programma (?), quello della Gioventù, quello della Semplificazione normativa, quello della Pubblica amministrazione e con loro i vari Rotondi, Calderoli, Brunetta e Bossi (e pure la Meloni, alla quale in quanto ‘ggiovane’ era stato affidato il ministero dei ‘ggiovani’, che nessuno si filava). Nasce invece un ministero importantissimo, quello della Cooperazione internazionale e dell’integrazione: un nome che, tenendo insieme cooperazione internazionale e integrazione, esprime una vocazione cosmopolita del nuovo governo che ci fa prendere una boccata d’ossigeno, dopo anni di becero provincialismo. È scomparso anche il ministero delle Pari opportunità, correttamente reintegrate in quello del Lavoro e delle politiche sociali (perché di politiche sociali si tratta).

La seconda riguarda la presenza delle donne. A dispetto dei numeri, è un governo molto più femminile del precedente, che contava ben 6 ministre, di cui però 4 senza portofoglio. La sensazione netta è che nel governo Berlusconi alle donne fossero assegnate deleghe del tutto secondarie, non tanto perché lo fossero in sé ma perché tali erano ritenute dai ‘boss’ del governo. Al femminismo della bella presenza e dei numeri è di gran lunga da preferire il femminismo delle competenze e della sostanza. Tre ministre di grandissimo peso: l’Interno, la Giustizia e il Lavoro. Le donne vincono quando giungono a ruoli di alto livello non in quanto donne, ma per le loro competenze e capacità.

Adesso ovviamente attenderemo il governo alla prova dei fatti. Avendo però ben presente l’obiettivo di questo esecutivo: acchiapparci per i capelli per evitare di cadere nel baratro apparecchiato per noi dalla crisi economico-finanziaria e iniziare a rimettere insieme i cocci di quelle macerie. Il tutto, non dimentiachiamolo, con il sostegno parlamentare fondamentale e inevitabile di chi quelle macerie le ha prodotte. Inutile quindi aspettarsi chissà quale rivoluzione. Ma i professionisti della delusione, se vogliono, possono ricominciare a illudersi.




3 Commenti

  • perfetta analisi ! aggiungo poi che il monti a calcato la mano sull ICI come se sia la panacea di tutti i mali( e se anomali fossero gli altri ?? non lo sa' quante tasse gravano sulla casa in italia ?) sfumando i veri problemi di attappare i buchi 1 finanziamenti illegali !ai partiti 2 rimborsi elettorali 3 finanziamenti ai giornali 4 doppi tripli icarichi 5 pensioni parlamentari 6 parcondicio 7 possibilità di scaricare l iva su tutto unico modo x risolvere l evasione 8 ecc ecc ecc mi ha deluso ! a fare questo prg bastavo io…ma come si dice a roma "quanno tira vento so' i stracci che vanno pe'll 'aria"

  • Bene erchiamo di convincere quei testoni dei professionisti della delusione, soprattutto a sinistra e fra i portavoce degli studenti (una minoranza) che mi sembrano un po' acritici; a destra invece non c'è niente da fare perché si oppongono in malafede.
    Grazie delle tue analisi,
    Gabriella

  • Analisi eccellente. Aggiungo solo che un governo politico con tante competenze non s'era mai visto, quantomeno negli ultimi 20 anni. Per quanti sacrifici ci potrà chiedere, credo che in questo momento sia il miglior governo che ci possiamo permettere, e firmerei per mantenerlo in carica per i prossimi 10 anni (possibilmente senza i ricatti a cui questo parlamento lo sottoporrà)…
    A.

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Chi sono

Sono caporedattrice di "MicroMega". Ho studiato filosofia e ho scritto "Non c'è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo" (Feltrinelli, 2018); "La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica" (Mimesis edizioni, 2015). Mi occupo principalmente di diritti civili, laicità e femminismo. Vivo a Francoforte sul Meno. Per contattarmi potete scrivere a cinziasciuto@animabella.it

Ich bin Journalistin und Autorin. Ich habe in Rom und Berlin Philosophie studiert und an der Sapienza Universität in Rom promoviert. Ich bin leitende Redakteurin bei der italienischen Zeitschrift für Philosophie und Politik „MicroMega“ und schreibe auch für einige deutschen Medien, u. a. "Die Tageszeitung" und "Faustkultur". Auf meinem Blog „animabella.it“ schreibe ich zu Säkularismus, Frauenrechten, Multikulturalismus und Fragen der Bioethik. Ich habe zwei Bücher geschrieben: "Die Fallen des Multikulturalismus. Laizität und Menschenrechte in einer vielfältigen Gesellschaft" (Rotpunktverlag, 2020; Originalausgabe auf Italienisch Feltrinelli 2018) und „La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica“ (Mimesis Edizioni, Milano 2015). Ich lebe mit meiner Familie in Frankfurt am Main.

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