Miscellanea

Troppo facile prendersela con Schettino

Il disastro della Concordia ha trovato il suo responsabile perfetto. Il comandante Schettino – con la sua spavalderia, con la sua insipienza, con il suo disprezzo per le regole, infine con la sua debolezza e la sua viltà – incarna alla perfezione il cattivo della storia e riesce a concentrare totalmente su di sé ogni responsabilità, come un parafulmine. Non si poteva trovare colpevole più adeguato: un uomo che suscita istintivo disprezzo nell’opinione pubblica, soprattutto dopo aver trovato anche il suo alter ego, quel De Falco che – con tono perentorio e al tempo stesso stupefatto – ordina a Schettino di tornare a bordo della nave che colava a picco.

È in particolare il responsabile perfetto per l’armatore, che però lì Schettino ce lo ha messo e che delle rotte “alternative” pare non fosse proprio all’oscuro. Ed è il responsabile perfetto anche per la Guardia costiera che, a quanto pare di capire, ha sempre tollerato e mai represso la folle tradizione dell’”inchino” all’isola. E, infine, è il responsabile perfetto anche per tutti i cittadini che oggi, giustamente indignati, mandano le foto ai siti dei giornali che dimostrano come gli “inchini” fossero la prassi: c’è qualcuno di loro che ha denunciato come pericolosa questa tradizione?

Tutti colpiti da quella che un paio di giorni fa sul Messaggero Sergio Givone ha efficacemente definito la «sindrome dell’invulnerabilità». Una sindrome molto diffusa e solitamente anche molto ammirata nel nostro paese, molto più di quel che la reazione unanime contro Schettino oggi farebbe pensare. Chi passa col rosso, chi fa un sorpasso azzardato, chi non rispetta le norme di sicurezza nei cantieri è spesso indicato come uno “in gamba”, uno che “ci sa fare”, uno “tosto” e, viceversa, chi rispetta le regole è di solito il fesso della situazione. Un copione che inizia fin dall’asilo.

Chissà quante pacche sulle spalle ha ricevuto Schettino per i suoi “inchini” e quante volte, forse, De Falco si sarà sentito dire “quanto sei pignolo, quanto sei pedante”. Salvo poi essere tutti pronti a proclamare “Siamo tutti De Falco” quando lo Schettino di turno l’ha combinata davvero grossa. Troppo facile.

18 Commenti

  • E' vero, il crimine commesso da Schettino come ultimo anello di una catena di tolleranza, di irresponsabilità, di ammirazione verso chi disprezza ogni regola e ne trae vantaggi di vario tipo, è l'immagine perfetta dell'Italia di oggi, moralmente allo sbando nonostante Monti e i tanti cittadini eroi normali.
    Non solo. Ha ragione il Wall Street Journal, vedi Repubblica di oggi, che definisce il naufragio della Concordia come la metafora perfetta del destino del nostro continente, privo di una guida politica all'altezza dell'emergenza, Monti compreso.

  • Complimenti per l'articolo. La discrezionalità sulle regole ci contraddistingue, è proprio vero. Da tempo mi sono convinto che è uno dei mali italiani, soprattutto meridionali. Esco da casa mia e cammino sulla strada perchè il marciapiede è costantemente occupato dalle macchine: "quanto rompi… cinque minuti… A ME fa comodo metterla lì". Dalle banalità ai disastri, una forma mentis che ci vorranno generazioni per cambiare, forse.

  • bell'articolo!!! complimenti! soprattutto perchè ultimamente gli articoli che si leggono sono tutti uguali… sembrano scritti da cervelli clonati…

  • Se posso aggiungere un dettaglio: De Falco è in posizione di responsabilità in una struttura che ha l'obbligo di far rispettare il diritto del mare, e le norme che regolano la navigazione. Quindi c'è da chiedersi: ma quando, nelle 52 settimane ogni anno che hanno preceduto la catastrofe, la nave faceva il suo "inchino", la guardia costiera e De FAlco dov'erano?

  • Il Wall Street Journal è l'organo di stampa della congrega che da quando esiste l'euro lo sta attaccando con più mezzi:vedi la guerra alla Serbia nel 1998, i derivati e i sub-prime, le valutazioni di organi "imparziali" come le agenzie di rating.. Non mi sembra che sia da prendere in alcuna considerazione..

  • Probabilmente gliel'hanno fatto notare ogni volta, e presumibilmente l'ex-capitano si è fatto una bella risata con i colleghi e ha tirato avanti. A proposito di colleghi, ha ragione Animabella scrivendo che è troppo facile prendersela con Schettino. Bisognerebbe aggiungere alla lista il resto dei membri dirigenti dell'equipaggio, che non hanno avuta la testa -o il fegato- di far notare al loro comandante che "forse" stava facendo una cazzata cambiando rotta. Me lo immagino urlargli dietro "ma io ti mando a schpazzare il ponte"…Ma tant'è. Le regole per l'italiano sono come le zanzare.

  • Leggendo l'articolo ho pensato che forse chi l'ha scritto non ha capito molto della vicenda…. non voglio offendere… ma penso che:

    Primo: la nave non colava a picco… infatti è ancora li dopo giorni appoggiata agli scogli….

    secondo: il mondo è pieno di pirla che fanno bravate…. tipo passare col rosso… se bravate si possono chiamare, perchè poi di solito finiscono in tragedia….
    ma per fortuna pochi pirla guidano navi enormi con migliaia di passeggeri… non penso che il comandante incarni il cattivo, non penso sia un parafulmine, credo fermamente sia il cattivo in fondo la nave la guidava lui, non altre persone…

    terzo chiunque sapesse dell'inchino all'isola e non ha fatto nulla finchè non ci è scappato il morto è un demente…

    ma purtroppo il mondo funziona così… quanti morti ci devono essere in qualsiasi occasione prima che qualcuno faccia la cosa giusta???

    e quarto ma non ultimo il comandante di una nave e i suoi sottoposti devono stare a bordo ed assicurarsi che le procedure di salvataggio siano adeguate…. per portare tutti in salvo, ma su questa nave credo che tutti e per primo il comandante, abbiano fatto errori…. errori molto gravi, e che chi ha sbagliato deve pagare e deve pensare ai morti e alle loro famiglie….
    e il comandante non ha scuse, ne per il suo comportamento durante l'inchino, ne sul comportamento durante il naufragio, ne sulla fuga e sulle scuse date al cellulare che tutta l'Italia ha sentito al telegiornale… credo che debba pagare per tutti i sui errori ma soprattutto per gli innocenti passeggeri che si fidavano di lui e che ora sono morti!

    Penso che nel 2012 certi errori, certe bravate, certe cazzate non si dovrebbero più fare… non siamo mica ai tempi del Titanic!

    Ma ciò che penso io non conta in questo mondo dove tutti pensano e credono di essere superiori al prossimo prendendo decisioni importanti con leggerezza, sulla pelle degli altri ma come dice il proverbio, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine!

    SCUSATE LO SFOGO R.F.

  • primo: l'espressione "la nave colava a picco" era ovviamente un'iperbole

    secondo: ho forse scritto che il comandante Schettino non deve pagare per gli errori gravissimi che ha commesso? ho forse scritto che il suo comportamento è scusabile o in qualche modo comprensibile?

    ho semplicemente scritto che adesso da parte di tutti gli altri attori di questa tragedia – a partire dall'armatore che fa finta di non avere responsabilità – è gioco facile scaricare tutto solo su Schettino e uscirne puliti puliti.

  • Complimenti, finalmente qualche giornalista che fa dell'onestà intellettuale una virtù. E' fin troppo facile trovare "il colpevole", perchè c'è il colpevole, ma non è solo: c'è anche un'intera catena di comando che ha "colpe", per finire agli armatori, che hanno assunto quell'equipaggio e che "tacitamente" acconsentiva la prassi dell'inchino. Tutti "colpevoli", ognuno per la propria parte, perchè ci siamo un po' stufati del sistema dello scarico delle responsabilità.

  • non credo sia un articolo interessante.. nel senso che chiunque ha sale in zucca ci ha gia' pensato. ma il comandante resta pur sempre il comandante, spetterebbe a lui dare l'esempio, spetterebbe a lui mantenere il giusto sangue freddo.. non spetterebbe a lui invece la triste imitazione del topo da stiva. se scappa un topo scappano tutti. se non rischia la vita il comandante per quale assurdo motivo dovrebbe farlo un mozzo? se scappa la testa il corpo segue. e sai perche'? perche'alla fine quel cretino di schettino sara' l'unico a pagare, sara' d'esempio.. sara' come per mussolini, hitler etc etc.. ucciso il capo sterminato il male. nessuna responsabilita' individuale. anche in marina l'addestramento e' di tipo militare. diserta il capitano possono scappare anche le truppe. poi ci sono gli eroi. sfortunatamente non sul concordia.

  • Complimenti per il tuo articolo Cinzia: personalmente mi trovi completamente d'accordo con il suo contenuto, avendo scritto anch'io un articolo al riguardo con le stesse identiche tue conclusioni.

    Luca Tescione

  • Complimenti anche da parte mia, Cinzia… Io lo ritengo, a differenza del commentatore Anonimo, un articolo interessante: È vero, come lui scrive che " chiunque ha sale in zucca ci ha gia' pensato", ma, allora, mi vien da dire che di gente con il sale in zucca ce n'è ben poca, dato che per tutti i media, per la gente comune, nei discorsi da bar esiste un solo mostro da sbattere in prima pagina. Che "mostro" sarà anche, ma non è certo il solo…
    Condivido in Facebook, Cinzia. E grazie per la tua voce che ancora una volta parla fuori dal coro

  • Esatto, questo è un Paese che ammira i furbi, considera la furbizia e la sfacciataggine superiori all'intelligenza.Da parecchio, se non da sempre.

  • d'accordo su tutto. grazie per queste riflessioni. vorrei aggiungere che l'italia soffre di una presenza (peraltro numerosa, quasi asfissiante) di dirigenti (pubblici e privati, ben pagati e che si riempiono la bocca con le loro responsabilità) che danno vita a una fascia spesso parassitaria che si colloca tra il mondo del lavoro e il potere politico. Incapaci di organizzare il mondo del lavoro e succubi di quello politico e finanziario. Ma quando mai qualcuno si è preso la briga di alzare la voce con la costa Crociere (o altre società) o sanzionarle per impedire loro operazioni azzardate?

  • Credo che Schettino abbia tre colpe:
    1) Aver eseguito la manovra che ha causato il danno alla nave. Questa colpa va divisa sicuramente con altri soggetti, compresi l'armatore, la capitaneria di porto e il personale che in quel momento conduceva la nave.
    2) Aver ritardato i soccorsi e non averli saputi organizzare. Penso che sia il principale responsabile, ma sicuramente ci sono molti corresponsabili tra cui gli altri ufficiali a bordo. Le varie responsabilità dovranno essere valutate dalla magistratura
    3) Aver abbandonato la nave ancora piena di passeggeri per mettersi in salvo. Non so come si configuri penalmente questo atto, ma questa è sua colpa esclusiva.
    Non mi sembra che l'articolo di Animabella vada nel senso di voler accertare le singole responsabilità, ma piuttosto in quello di una denuncia generica contro il malcostume dilagante. E' un atteggiamento che non condivido, perché non aiuta ad acquisire verità sulle reali colpe, ma tende a rivalutare la figura del capro espiatorio, spalmando la colpa di tutto sulla società. "Gli altri sono furbi, mentre lui si è trovato incastrato, senza potersela cavare". Questo porta inevitabilmente a minimizzare le colpe di chi, anche per un caso fortuito, si trovi ad essere responsabile di eventi così gravi.

  • Io credo sia importante invece far notare che ovunque si parla di Schettino, e che del gioco dello scaricabarile siamo tutti stufi e nessuno abbocca più alla regola del capro espiatorio. E credo sia importante che giornalisti e media lo sottolineino. Questo non vuol dire assolvere Schettino, quanto piuttosto NON assolvere tutti gli altri che sono palesemente coinvolti e vanno palesemente indagati, perseguiti e condannati parimenti. Dando una bella spallata al sistema dei pesci piccoli fritti in padella e dei pesci grossi che sguazzano felici. Sennò l'anno venturo ci risiamo. In tutto il mondo funziona così, ci deve sempre scappare il morto (e se gli altri guardassero in casa loro, mannaggia…). Facciamo almeno che serva!

  • Cara Cinzia,

    è perfettamente vero ciò che dici, Schettino è il paradigma dei peggiori difetti dell'essere umano, che siano o no italiani, ma è chiaro comunque che Schettino è un prodotto di Costa. Una compagnia che affida una nave, con più di quattromila persone a bordo, al comando di un tizio che gli eventi di quelle ore hanno dimostrato essere un vanitoso sbruffone che sotto l'effetto di alcol e eccitazione da amante bionda si pavoneggia in manovre azzardate, non può essere inconsapevole, incredula e ignara di tutto. Tanto più che la pratica dell'inchino, così chiamato lo scellerato avvicinamento alle coste, era comune anche ad altre navi Costa. Mi chiedo ma come si viene promossi comandante in Costa ? qual é il percorso, su quali basi avviene la selezione del "materiale umano"?
    E soprattutto in quale considerazione vanno prese le affermazioni della ex dipendente Costa quando dichiara che la pratica comune in Costa ai corsi per la sicurezza era quella di firmare e andare via senza partecipare all'aggiornamento (manovra comune in Italia anche ad altri settori) in un tale clima di approssimazione da farle dichiarare "se qui (una nave Costa) dovesse succedere qualcosa sarebbe un disastro ".
    Schettino è uno dei fuochi d'artificio che ha permesso di sventolare a Costa brillanti profitti purtroppo realizzati a discapito di tutto quello che ha causato la tragedia della Concordia, compreso la scelta di una persona a comando di una nave che, nel momento del pericolo, decide di abbandonare la "sua" nave e i passeggeri in pericolo di vita per fuggire anche dalla colpa e dalla responsabilità, come un bambinino fugge dalla marachella che ha appena commesso.
    Maria

Clicca qui per lasciare un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla newsletter di animabella

Subscribe

* indicates required

Seguimi sui social

Chi sono

Sono redattrice di "MicroMega" e collaboratrice del portale europeo "Newsmavens.com". Ho studiato filosofia e ho scritto "Non c'è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo" (Feltrinelli, 2018); "La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica" (Mimesis edizioni, 2015). Mi occupo principalmente di diritti civili, laicità e femminismo. Vivo e lavoro fra Roma e Francoforte. Per contattarmi potete scrivere a cinziasciuto@animabella.it