Diritti

Carceri, l’occasione e la tentazione

Certo, i tempi sono sospetti. Napolitano è al suo secondo mandato da presidente della Repubblica. Ha avuto quindi ben sette anni per sollecitare il parlamento a prendere provvedimenti radicali non solo per alleggerire la pressione dei detenuti sulle carceri (con l’indulto) ma anche, e soprattutto, per evitare che queste si riempiano nuovamente nel giro di pochi mesi (con l’amnistia e la depenalizzazione di alcuni reati).

Perché non l’ha fatto prima? Chi è appassionato di dietrologia ha certamente materiale su cui lavorare. Quel che è certo è che è il parlamento a decidere i limiti dell’amnistia, sarà quindi esclusiva responsabilità dei parlamentari mortificare questa storica occasione di fare un passo in avanti sulla strada della civiltà trasformandola in un escamotage per garantire un salvacondotto per Berlusconi.

Per evitarlo basta molto poco, ossia escludere la frode fiscale, reato per il quale è stato condannato Berlusconi, dai reati coperti dall’amnistia. Servono quindi in parlamento sentinelle con le antenne pronte a individuare tranelli o imboscate e non agitatori che brandiscono lo spauracchio del salvacondotto per il Caimano per impedire che abbia financo inizio una discussione seria e approfondita su amnistia e indulto.

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Chi sono

Sono redattrice di "MicroMega" e collaboratrice del portale europeo "Newsmavens.com". Ho studiato filosofia e ho scritto "Non c'è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo" (Feltrinelli, 2018); "La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica" (Mimesis edizioni, 2015). Mi occupo principalmente di diritti civili, laicità e femminismo. Vivo e lavoro fra Roma e Francoforte. Per contattarmi potete scrivere a cinziasciuto@animabella.it