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Libertà delle donne e fondamentalismi: un seminario a Roma

Nell'immagine un momento della grande protesta delle donne in Polonia contro la proposta di legge di messa al bando totale dell'aborto.
Nell'immagine un momento della grande protesta delle donne in Polonia contro la proposta di legge di messa al bando totale dell'aborto.

Sabato 26 novembre sarà a Roma, oltre che per partecipare alla manifestazione contro la violenza sulle donne Non una di meno, anche per prendere parte a un seminario su un tema che mi sta molto a cuore: Libertà delle donne e fondamentalismi. Riporto di seguito la lettera-invito delle organizzatrici, l’evento Facebook lo trovate qui.

 

Vi invitiamo all’incontro LIBERTA’ DELLE DONNE E FONDAMENTALISMI
che terremo a Roma, nella sala Simonetta Tosi della Casa internazionale delle donne, in via della Lungara 19
il 26 novembre 2016 dalle 10 alle 13.

Abbiamo stabilito questo orario, contenendo il nostro incontro entro la sola mattinata del 26 novembre, per consentire a tutte noi di partecipare alla MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE prevista nella stessa giornata a partire dalle ore 14.

Da alcuni mesi il nostro gruppo sta ragionando, e invitiamo coloro che lo vorranno ad unirsi a noi, su un pezzo di realtà che coinvolge tutte le nostre vite: la libertà delle donne di fronte allo sviluppo di vecchi e nuovi fondamentalismi. E’ nostro intento arrivare ad organizzare un seminario internazionale su questo tema entro la prossima primavera.

Viviamo in un’epoca segnata da regressioni culturali e politiche, da violenze, sulle persone e sulle popolazioni, da guerre e da migrazioni. Spesso la religione, qualsiasi essa sia, viene usata per “giustificare” atti repressivi e di violenza, politiche distruttive e degradanti della civiltà umana.

I fondamentalismi possono avere natura differente, ma sono sempre “totalizzanti” ed “escludenti”; a noi interessa ragionare su alcuni: quelli che più hanno come bersaglio la libertà delle donne, i fondamentalismi religiosi o ideologici a oriente e occidente la cui ossessione è cancellare la possibilità di queste ultime di disporre liberamente del proprio corpo e della propria mente. Spesso essi si intrecciano con altri fondamentalismi, i cui effetti minano alla radice la libertà delle donne, che è a nostro avviso un indicatore del livello di libertà e civilizzazione generali. Pensiamo a quello “tecnologico-scientifico” e a quello del “libero mercato”: dal dominio della tecnologia sui nostri corpi alle guerre, i loro effetti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti.

L’altra faccia della violenza è la estrema debolezza del pensiero e della capacità di immaginare alternative fondate sull’inclusione e la partecipazione. La volontà di riconoscere criticamente le differenze e farle coesistere, può essere un antidoto all’assolutismo fondamentalista.

E’ come se la straordinaria avanzata delle donne nel mondo negli ultimi decenni dovesse essere ricacciata indietro. Ma la resistenza delle donne si manifesta, in modi diversi, in molte parti del mondo.

Per questo nell’incontro che vi proponiamo, non vogliamo limitarci a denunciare gli attacchi e la regressione né ad analizzare teoricamente le diverse forme di fondamentalismi che percorrono il mondo. Ci interessa confrontare a approfondire linguaggi e modi diversi per vivere e/o costruire la propria identità e la critica ad appartenenze imposte; vorremmo confrontare pratiche ed esperienze di resistenza ai fondamentalismi, in cerca di alternative, i segni del cambiamento che queste esperienze portano con sé, in particolare in quei luoghi di conflitto dove è centrale il ruolo delle donne nei processi di costruzione della pace, del dialogo e della convivenza: in Europa come in America Latina, in Medio Oriente e nel Nord Africa, a oriente e occidente….

Noi, donne di diverse generazioni e differenti esperienze sociali e culturali, legate dal filo dell’affermazione di sé e della autodeterminazione, pensiamo che la costruzione di alternative passi anche attraverso il legame e la relazione con donne di altri paesi, con altre esperienze ed altre pratiche, ma che si riconoscono legate da questo stesso filo.

Molte, in anni precedenti, hanno stabilito legami e realizzato scambi attraversando confini geografici e allargando insieme ad altre i confini del ragionamento. Vogliamo riprendere e rafforzare questi fili alla luce della realtà in cui viviamo, per costruire relazioni in grado di produrre su di essa un’azione di trasformazione.

Ci auguriamo che accogliate il nostro invito e in attesa di incontrarci vi inviamo i nostri più affettuosi saluti.

Francesca Koch, Donatella Artese, Antonia Sani, Alessandra Mecozzi, Ada Donno, Anna Picciolini, Giuliana Beltrame, Imma Barbarossa, Chiara Giunti, Nicoletta Pirotta, Milena Fiore, Clotilde Barbarulli, Cecilia Dalla Negra, Giovanna Pagani, Fabio Alberti, Rosalba Volpi,Loretta Mussi, Angela Perri,Stefania Vulterini,Roberta Zoppi, Giusi Di Cristina, Anita Giuriato, Luisa Carminati, Chiara Prascina, Teresa Masciopinto, Marina Del Vecchio, Patrizia Sterpetti, Maria Paola Fiorensoli, Roberto Morea, Marta Ghezzi, Sancia Gaetani, Edda Billi, Nicoletta Bardi, Tina Cimini, Rosangela Pesenti

PROGRAMMA dell’incontro del 26 novembre
LIBERTA’ DELLE DONNE E FONDAMENTALISMI

PRIMA PARTE (10 – 12)
– Il senso di questa iniziativa e i temi su cui abbiamo lavorato finora
– linguaggi e modi diversi di costruire identità e criticare appartenenze imposte, di fronte a fondamentalismi religiosi/ideologici
– Dal fondamentalismo del libero mercato alla moltiplicazione delle guerre
– Fondamentalismo tecnologico-scientifico: nuovo dominio sul corpo delle donne?.

SECONDA PARTE (12-13)
– L’organizzazione del convegno internazionale: sessioni tematiche, gruppi di lavoro, acquisizione di contributi scritti
– La definizione dei criteri per le partecipazioni internazionali
– La questione delle risorse.

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Chi sono

Sono redattrice di "MicroMega" e collaboro occasionalmente con altre testate del Gruppo Editoriale L'Espresso. Ho studiato filosofia e ho scritto "La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica" (Mimesis edizioni, 2015). Mi occupo principalmente di diritti civili, laicità e femminismo. Vivo e lavoro fra Roma e Francoforte. Per contattarmi potete scrivere a cinziasciuto@animabella.it