SESSISMO

Molestie e potere: ma quale sessuofobia!

Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni

da micromega.net

Ridurre il dibattito sulle molestie a una questione moralistica fra presunte puritane sessuofobiche e disinibite libertine è un’ottima strategia per deviare l’attenzione dalla questione centrale: la relazione asimmetrica che, da secoli, caratterizza le relazioni fra uomini e donne e che, inevitabilmente, lascia un potente imprinting in entrambi i soggetti della relazione.

di Cinzia Sciuto

Pare che da qualche tempo a questa parte – in gran parte per colpa di Asia Argento ça va sans dire – gli uomini non sappiano più come comportarsi con le donne. Cari uomini, vi svelo un segreto di Pulcinella: esattamente come voi vorreste essere trattati (Non fare agli altri… vi ricorda qualcosa?). Alt! Lo so, lo so cosa direbbe a questo punto il maschio (soprattutto italico e pseudodisinibito) con ghigno sotto i baffi: ma a me una donna può fare tutto! Bugia: a voi la donna che dite voi può fare tutto quello che voi volete. I due corsivi basterebbero a chiudere la discussione. Vi svelo infatti un altro segreto di Pulcinella: anche a me un uomo può fare tutto. Ma l’uomo che dico io e quello che io in quel momento desidero, che mi fa stare bene. Se una donna si veste in modo attraente lo fa, evidentemente, per attrarre ma chi vuole lei: non è difficile da capire, no? È questo il banale motivo per cui tutte le argomentazioni che fanno capo al “se l’è cercata” – nelle loro varianti più o meno dotte – sono un’offesa alla logica, prima ancora che alle donne.

E qui sta il nocciolo della questione: mentre un uomo è (nel 99,9 per cento dei casi) strutturalmente nelle condizioni di sottrarsi a qualunque comportamento non gradito da parte di una donna, la donna (quasi sempre) no. E non valgono affatto gli elenchi – ovviamente potenzialmente infiniti – di tutti i casi in cui di fatto una donna (per fortuna!) riesce a sottrarsi o viceversa quelli in cui è un uomo che non riesce a farlo. Se una relazione è strutturata (da secoli, mica da ieri) su un’asimmetria, è inevitabile che il comportamento dei due soggetti sia fortemente influenzato da quell’asimmetria. Si tratta direi quasi di condizioni trascendentali dei rapporti fra uomini e donne, che vanno al di là delle intenzioni e dei desideri dei soggetti in carne e ossa.

Se una donna rimane da sola in una camera d’albergo con un uomo è, tecnicamente, strutturalmente, e in maniera del tutto indipendente dalla volontà del pover’uomo in questione, nelle sue mani. Conto sul fatto che chi legge queste righe sia in grado di capire ciò che legge, ma visto l’alto tasso di analfabetismo funzionale nel nostro paese, può essere che qualcuno abbia difficoltà, e allora chiarisco: non sto dicendo che tutti gli uomini sono potenziali stupratori. La stragrande maggioranza degli uomini mai torcerebbe un capello ad anima viva. Ma, appunto, perché non lo vogliono non perché non sarebbero nelle condizioni tecniche di farlo. Il discorso non cambia dunque di una virgola vivessimo anche in un mondo di santi: in quella stanza d’albergo la mia sicurezza dipende dalla tua “buona volontà”. È la struttura tipica di ogni rapporto asimmetrico: per quanto chi detiene il potere sia infinitamente buono, chi non lo detiene dipende dal primo.

A questa strutturale asimmetria fisiologica, derivante dalla differenza fisica (media) fra uomini e donne, si aggiunge, con un enorme effetto moltiplicatore e amplificatore, l’asimmetria di potere che ha caratterizzato le relazioni fra i due generi fino ad oggi. Per cui io in quella camera d’albergo non solo sono nelle tue mani perché sei oggettivamente e fisicamente più forte di me, ma lo sono anche, magari, perché dalla tua (buona) volontà dipende spesso la mia carriera, il mio posto di lavoro, la mia considerazione in azienda ecc. ecc.

Poiché io – da illuminista razionalista quale mi ostino a essere – non penso che bisogna aver vissuto una determinata situazione per poterla capire (condizione che ci impedirebbe di aprir bocca su qualunque altra esperienza che non sia la nostra personalissima, con il che finirebbe la politica), conto sul fatto che tutti possano comprendere che una simile asimmetria lascia un imprinting fondamentale nella vita di ciascuno. Ed è esattamente questo imprinting che ci fa “scattare” quando un uomo ci si struscia sull’autobus: un comportamento che richiama come una sorta di madeleine quella fantomatica camera d’albergo in cui io e lui ci potremmo trovare da soli e in cui io sarei senza scampo. Perché infatti se mi si strusciasse addosso una donna non proverei la stessa sensazione? Banalmente perché nella maggior parte dei casi se io e quella donna ci trovassimo nella nostra ormai famigerata camera d’albergo, io non mi sentirei affatto senza scampo (di nuovo: non che, nei fatti, una donna più alta e grossa di me non mi potrebbe fisicamente sopraffare se volesse, ma il mio immaginario non si porta appresso questa rappresentazione e dunque essa non condiziona le mie relazioni con le altre donne, non ho questo imprinting). Come potete ben capire, in tutto questo il puritanesimo e la sessuofobia c’entrano come i famosi cavoli a merenda.

Quello su cui dovremmo tutti insieme lavorare è lo scardinamento di questo meccanismo e, poiché sul dato fisico strutturale non abbiamo molte chance, è sul lato sociale, economico, politico e culturale di questa asimmetria che dobbiamo lavorare, fino a rendere le relazioni fra i generi talmente equilibrate da disinnescare quel meccanismo che crea quell’imprinting. Ma, cari uomini, dovete portare pazienza, perché questi sono processi lunghi, e gli effetti si vedono a generazioni di distanza. Anche se qualche piccolo effetto lo vediamo già adesso: se dopo lo scandalo Weinstein e il movimento #metoo qualche regista in più si pone lo scrupolo di non invitare a casa propria le aspiranti attrici per un colloquio (“mica che poi quella stronza mi denuncia, col clima che c’è adesso”), se qualche aspirante dongiovanni ci pensa due volte prima di dare per scontato che una ci starà solo perché porta una minigonna (“ste’ mignotte, prima vanno in giro mezze nude e poi si lamentano se uno gli salta addosso”), a me pare già uno straordinario passo in avanti. E se il prezzo da pagare per questo salto di civiltà, cari uomini, è qualche vostro dubbio e tentennamento, si tratta – sono certa che ne converrete con me – di un prezzo che vale la pena pagare.

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34 Commenti

  • Finalmente un articolo molto convincente, equilibrato e anche un pò umoristico!!!
    Condivido tutto.
    Grazie Cinzia Sciuto

  • Cara Cinzia è tutto giusto quello che dice e scrive ma l’educazione che riceve il maschio italiano è fuori da qualsiasi schema razionale. Ho visto che vive anche a Francoforte. Ha la stessa sensazione se resta con un tedesco ( sobrio ) sola nella stanza di albergo ? Io credo che penso che dovremo aspettare un paio di generazioni italiane( insisto nella educazione italiana) perchè questa mentalità cambi Solamente il 5 settembre del 1981( cioè ieri) è stato abrogato il delitto d’onore e matrimonio riparatore. Meno male che Franca Viola c’è.

  • Un articolo ben costruito ma a tal punto semplice che spero che anche noi maschi riusciremo a comprenderlo. Grazie

  • Complimenti! Parole chiare ed ineccepibili. Ci vorrà molto tempo, ma finalmente qualcosa si muove anche su questo fronte. Grazie..

  • assolutamente condivisibile….finalmente un articolo che fa respirare un po’ di aria pulita, dopo il caos generato da certe stelle ci voleva

  • Dici bene Cinzia riferendoti specialmente “all’uomo italico”, un tipo di uomo tra i più frustrati e compulsivi che non è nemmeno in grado di vergognarsene e quindi assolutamente incapace di migliorare se stesso. Il tuo lucidissimo articolo però non servirà molto, non cambierà nulla, anzi forse genererà una marea di imprecazioni mentali non esteriorabili. Infatti si tratta i vera e propria fobia maschilista e vera e propria lotta di forza e prepotenza culturale tra i generi, tramandata e garantita, inamovibile se non solo individualmente e difficilmente attraverso una serissima terapia di profondità, una “rieducazione” alla conoscenza e scoperta della propria sessualità naturale. Ma ovviamente la società resta come è e come è sempre stata. Questi sono campi minati che è meglio non percorrere qui altrimenti scoppiano polemiche italiote irrisolvibili: non si può parlare di “rieducazione” sessuale se non c’è mai stata un’educazione sessuale vera e in quanto alla sessualità “naturale” è peggio che andar di notte perché anche lo stupratore seriale ci giurerebbe che la sua prassi è puramente naturale. Non sa fare altrimenti e certamente non vuole cambiare. La maestra più influente è la società incrostata che ci forma inconsciamente sin dai primi giorni in assoluta assenza di senso etico e morale, che arrivano (se arrivano …) troppo tardi e si adattano alle (de)formazioni già strutturate. Come si può mai credere che una società impregnata di etica e morale deformate possa correggersi?

    • Correggendo proprio quell’etica e morale deformate, soprattutto attraverso la scuola. Non é che sia facile, ci vorrà del tempo, ma se non si comincia mai, se non ci si prova nemmeno..

  • E’ un bellissimo articolo che avrei voluto scrivere io! Non fa una piega come si suol dire perciò ti dico brava brava!
    Complimenti,
    Giuliana Matassi

  • Veramente corretto, La ringrazio davvero per la chiarezza.
    Ed anche se l’argomento è molto serio mi permetto un pensiero che invogli a sorridere: penso che a costo di rischiare il carcere continuerò a sorridere alle donne e se ci fossero le condizioni (un minimo di conoscenza e di simpatia ed all’interno di una condizione di vera educazione) mi permetterò di stringere con gentilezza il braccio ad una donna. Ben sapendo che il gesto può avere anche una valenza sessuale, tanta quanta un benevolo sorriso, un benevolo complimento, un benevolo tutto. Ed attento a non invadere nessuna zona “sessualmente sensibile”. Con l’unica difficoltà (di cui sono conscio) che le donne sono diverse dagli uomini, che da un loro avambraccio (in certe condizioni ed al di fuori della mia volontà) possono originarsi sensazioni non solo amicali e che l’unica cosa che mi può salvare dal carcere è la loro benevolenza in risposta al mio benevolo gesto.
    Però sono convinto che non si possa che rischiare. Educatamente

  • Concordo pienamente.
    Analisi acuta esposta con estrema chiarezza.

    Rilevo, inoltre, con piacere che, per apporre un commento non sia indispensabile (come, purtroppo sta diventando usuale) avere un account facebook o simili.

  • Freud diceva che la civiltà progredisce con il contenimento degli impulsi . Sia quelli maschili che quelli femminili. Allora se una donna/uomo si veste, ammicca…per attirare l’interesse degli uomini/donne non si rivolge solo a chi vuole lei/lui ma la sua esposizione è verso tutti e quindi potrebbe suscitare interessi anche da lei/lui non desiderati. Non si giustifica la violenza ma la risposta libera di provare da parte dei maschi/femmine approcci che magari non portano a conclusioni condivise.. E allora fa parte del rapporto bello e intrigante tra uomo e donna se a volte si incappa in esperienze non proprio esaltanti. L’importante che non ci sia violenza .

  • Condivido tutto l’articolo. Detto questo il maggior numero di violenze non sono quelle di sconosciuti ma di mariti e fidanzati e non avvengono in strada, camere d’albergo o autobus ma nel nido d’amore, ad opera del Principe Azzurro. Io professionalmente incontro ogni settimana questi uomini tra i quali finora non ho incontrato nessun matto o malato. In “questi” uomini io vedo sopratutto una patrimonio culturale intriso di maschilismo ed incapacità di governare la rabbia. Li aiuto quindi su entrambi i fronti: culturale ed emotivo.

  • Luciana Tufani
    Perfetto. Chiaro, convincente per chi è disposto (anche disposta, non sto seguendo il dibattito ma ogni tanto mi capita di sentire anche delle donne che intervengono a sproposito) a convincersi, ovvio per chi, e dovrebbero essere tutte e tutti, queste cose le sa da sempre.

  • Mario
    16 gennaio 2018 alle 10,26

    Cara Cinzia, ho letto con piacere l’articolo, scritto con il consueto acume, quasi di microchirurgia !
    Se in una persona è connaturato il rispetto per l’altro, per il diverso da sé, allora i rapporti fra i due sessi non possono essere un problema, e un approccio sincero, che nasce da un’attrazione, anche subitanea, non solo non va “contenuto”, ma deve manifestarsi. Ma se questo rispetto, questa coscienza della sfera altrui manca fra persone, sarà così anche per tutto il resto a maggior ragione : penso che sia per questo, per questa mancanza di considerazione, che intorno a noi si vede tanto spesso l’inferno. Quindi a maggior ragione bisogna conservare la capacità di amare.

  • Grazie da una donna che si sente rappresentata da te in questa società in cui ancora solo apparentemente le donne e gli uomini hanno gli stessi diritti.

  • Ragionamento impeccabile, maturo e coinvolgente.
    Magari con una polemica non necessaria nell’ultimo capoverso; controproducente anche, se quello che perseguiamo è una “nuova alleanza”.
    Ma preferisco la passione e la sincerità alla diplomazia…

  • Grazie, condivido. Mi piacerebbe sapere una cosa, il dipinto riportato nell’articolo è il racconto del profeta Daniele?

  • Articolo interamente condivisibile. L’unica nota stonata è ritenere che siano solo gli uomini a pensare che, se una donna indossa la minigonna o mette troppo in risalto il suo fisico, sia una poco di buono. Purtroppo è anche la convinzione di ancora troppe donne/mamme maschiliste.

  • Cara Cinzia,
    purtroppo in questo caso non posso dire di essere d’accordo con te al 100% (ma solo al 99%, il che mi sembra comunque un ottimo risultato….:-)).
    Scherzi a parte, condivido tutto l’impianto concettuale che ruota attorno alla relazione “asimmetrica” che si manifesta quando un uomo si trova da solo con una donna in una camera d’albergo. E’ una situazione in cui mi sono trovato, così come mi è capitato di fare una passeggiata con una ragazza finendo per camminare in un vicoletto buio e solitario (ma così incantevole…) o di essere in auto in compagnia di un’amica e trovarmi nel bel mezzo del nulla… tutte situazioni che determinano il rimanere soli con una donna, e che, senza la dovuta educazione (che mi vanto di aver ricevuto), si trasformano potenzialmente in rapporti asimmetrici.
    Ma a questo non c’è rimedio (a parte, appunto, l’educazione ricevuta), a meno che non si voglia vietare ogni possibilità di rimanere soli fra due soggetti non perfettamente paritari sotto tutti gli aspetti.
    Quello che mi ha profondamente colpito del caso Argento (e di altri casi simili scaturiti subito dopo) riguarda proprio i ruoli “asimmetrici” dei due protagonisti: Asia Argento non è la prima ragazzetta svampita uscita dal collegio delle educande; è una donna che fin da bambina ha vissuto in un certo ambiente, dove probabilmente i produttori giravano per casa sua mentre faceva colazione, e sicuramente conosce alla perfezione il funzionamento di questo particolare microcosmo. Chiamami malfidente, ma non posso non pensare che sapesse benissimo cosa sarebbe successo fra quelle quattro mura quando ha deciso di entrarci, allo stesso modo in cui tu sai benissimo cosa ti succederebbe se decidessi fare una passeggiata in mezzo ad una piazza in Arabia Saudita in hot pants e maglietta (pur non facendo nulla di male) o se decidessi di fare oggi un bel viaggio turistico per vedere le bellezze millenarie della Siria (ne avresti tutto il diritto).
    Perché né tu ne io facciamo queste cose? Perché non siamo stupidi e ci è stato insegnato a non andare a cacciarci nei guai (e nelle relazioni asimmetriche). Come detto, Asia Argento non è una sprovveduta. Se rimanessi da solo con lei in una camera d’albergo, forza fisica a parte, la relazione sarebbe fortemente sbilanciata a SUO favore, in quanto indubbiamente donna di potere rispetto a me. Il mio sospetto è che lei fosse perfettamente consapevole di cosa sarebbe successo in quella camera, ed ha scelto di giocare quelle che probabilmente erano le uniche sue carte spendibili nel gioco della carriera di attrice in un ambiente estraneo a quello romano, dove le sue doti di attrice (mi spiace, non è Anna Magnani) non erano sufficienti a garantirle un posto al sole che in patria ha conquistato grazie probabilmente a tutta una serie di “relazioni asimmetriche” a suo favore (perché non è Anna Magnani neppure qui).
    Detto tutto ciò, concordo invece al 100% sul ruolo dell’educazione da impartire ai figli (soprattutto se maschi): bisognerebbe che tutti iniziassimo subito, e i risultati li vedremmo fra almeno vent’anni….
    grazie per l’attenzione

  • Leggo ora, bravissima Cinzia. Eh no, non ci arrivano, e non ci arrvano neanche tante donne, che è una questione di potere, non di sesso. E che non è una questione episodica, ma è una questione strutturale, cioè una questione che sta su un piano che precede le singole persone, e che ècondizione dell’esistenza intera delle singole persone. Donne in subordine, strutturalmente, e uomini in soprordine, strutturalmente, da sempre, e ancora,
    pm

  • Alla Casa delle Donne di Milano lunedì prossimo discuteremo di Me-Too. Il suo articolo ci sarà di grane aiuto per riflettere assieme. Grazie per la chiarezza leggera e ironica!

  • umanamente, logicamente, eticamente, socialmente, completamente, indiscutibilmente condivido tutto quanto hai scritto. Quando arriveremo all’annullamento di quella asimmetria l’umanità avrà fatto un grande passo in avanti. Fino ad allora dovremo accontentarci dell’intelligenza e della buona volontà dei singoli, ad averla ovviamente. Buona serata

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Chi sono

Sono redattrice di "MicroMega" e collaboro occasionalmente con altre testate del Gruppo Editoriale L'Espresso. Ho studiato filosofia e ho scritto "La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica" (Mimesis edizioni, 2015). Mi occupo principalmente di diritti civili, laicità e femminismo. Vivo e lavoro fra Roma e Francoforte. Per contattarmi potete scrivere a cinziasciuto@animabella.it