Miscellanea NEWSMAVENS Politica

Il far west italiano

From top to bottom: Ruger.22 caliber semiautomatic, designed to look like a "Tommy Gun", a Hi-Point .40 caliber semiautomatic carbine, a Hi-Point 9mm semiautomatic handgun, and two Glock .40 caliber semiautomatic handguns are displayed in Woodbury, Minnesota on May 28, 2011. AFP PHOTO/Karen BLEIER (Photo credit should read KAREN BLEIER/AFP/Getty Images)

Quella che segue è la traduzione italiana della segnalazione uscita su Newsmavens e basata su un articolo di Elisabetta Grande uscito su MicroMega

 

I recenti dati del Censis, un importante istituto di ricerca sociale italiano, dicono che i reati in Italia sono in costante diminuzione, eppure la paura dei cittadini è in aumento. E su questa paura il nuovo governo costruisce le sue politiche.

La narrazione oggi dominante in Italia vuole un paese invaso dagli immigrati e insicuro, nel quale è dunque necessario dare ai cittadini più strumenti di difesa. Sulla base di questa narrazione – completamente scollata dalla realtà – uno dei punti del programma di governo Lega-Cinque stelle è la modifica della legge sulla legittima difesa, che già oggi consente comunque

Come spiega Elisabetta Grande nell’articolo che segnalo, il modello che il ministro dell’Interno Salvini vuole introdurre è quello in vigore negli Stati Uniti, un modello che – lungi dal rendere la società più sicura – non fa che aumentare il livello di violenza e pericolosità generale. E a rimetterci non sono affatto solo i delinquenti, ma anche i “bravi cittadini”: le cronache statunitensi sono piene di storie che raccontano le tragedie che l’applicazione del principio per cui ogni difesa è legittima porta con sé e il numero di persone che muoiono in casa loro nel tentativo di difendersi è incommensurabilmente più alto che in Italia.

Negli Usa le leggi permissive sulla legittima difesa insieme alla grande diffusione delle armi crea infatti un combinato potenzialmente esplosivo, di cui oggi si vuole iniziare a importare un tassello anche in Italia.

Una storia che dimostra perfettamente come chi riesce a plasmare la percezione della realtà influenzi in maniera determinante la realtà stessa: l’Italia, dove (ancora) la maggior parte dei cittadini non ha un’arma, è un paese decisamente più sicuro degli Stati Uniti, dove invece il tasso di omicidi e violenza in generale è nettamente superiore ma dove il cittadino medio si sente al sicuro per il solo fatto di avere una pistola in tasca.

La politica dovrebbe gestire i problemi reali dei cittadini, e non certo inventare realtà inesistenti per giustificare le proprie folli ideologie.

I FATTI:

  • Secondo il rapporto di Censis e Federsicurezza, negli ultimi 10 anni gli omicidi in Italia si sono quasi dimezzati e i reati in generale hanno fatto registrare un calo del 10,2% tra il 2016 e il 2017.
  • Nonostante questi dati, una famiglia su tre (il 31,9%) percepisce il rischio della criminalità nella zona in cui vive. Addirittura nelle aree metropolitane si sente insicuro un cittadino su due (il 50,8%).
  • Secondo lo stesso rapporto il 39% degli italiani è favorevole all’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un’arma da fuoco per la difesa personale, una percentuale in netto aumento rispetto al 26% rilevato tre anni fa.
  • Il ministro dell’Interno Salvini vuole una modifica della legge sulla legittima difesa in senso meno rigido
  • Il modello è quello degli Stati Uniti d’America, dove però la grande diffusione di armi non fa che aumentare invece che diminuire il rischio reale di rimanere uccisi o feriti.

Seguimi sui social

Chi sono

Sono redattrice di "MicroMega" e collaboratrice del portale europeo "Newsmavens.com". Ho studiato filosofia e ho scritto "La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica" (Mimesis edizioni, 2015). A settembre 2018 uscirà per Feltrinelli il mio nuovo libro: "Non c'è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo". Mi occupo principalmente di diritti civili, laicità e femminismo. Vivo e lavoro fra Roma e Francoforte. Per contattarmi potete scrivere a cinziasciuto@animabella.it