Laicità NON C'È FEDE CHE TENGA

RCENSIONE SU “LIBROGUERRIERO” (di Marilù Oliva)

da Libroguerriero, 5 gennaio 2019

Poco tempo fa Matteo Salvini si è espresso con una delle sue populistiche uscite che, puntando a rincrudire gli effetti, cercano di consolidare il consenso degli insoddisfatti/intolleranti. Così ha sentenziato:

“Gli insegnanti che pensano che Dio e Gesù siano fuori posto nelle scuole vanno semplicemente curati”.

In questa frase si condensano tanti aspetti ideologici: la lotta – già in corso da decenni – contro quegli esponenti della cultura tanto bersagliati che sono i docenti, la banalità di un messaggio che può essere recepito anche da ascoltatori vittime di analfabetismo funzionale, i capisaldi religiosi cui i governi conservatori tendono a identificarsi e l’atteggiamento minaccioso che tanto piace al destinatario insofferente o furioso per una vita di cui è scontento.

Ecco, questo è un procedimento esattamente opposto a quello utilizzato da Cinzia Sciuto(redattrice di MicrOmega, la potete seguire anche sul suo blog animabella.it) nella stesura di Non c’è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo(Feltrinelli), libro che consiglierei non solo al nostro vicepresidente del Consiglio, ma anche a tutti coloro che vogliono essere cittadini consapevoli. Qui si parla di laicità e di quanto il rispetto della stessa sia inscindibile da quello di diritto e libertà:

«Lo stato laico ha il dovere di farsi garante della libertà di tutte  le componenti della società civile, una libertà che va garantita in maniera completa e radicale, finché le varie comunità rimangono nell’ambito della legge e dei princìpi costituzionali». 

Mentre le dichiarazioni di Salvini non argomentano, ma accusano e minacciano, facendo leva sul malcontento di chi non sa spiegarsi le cause della propria insoddisfazione e cerca quindi un capro espiatorio, la Sciuto ha scritto un saggio rigoroso che cerca dapprima di esaminare lo stato delle cose, scandagliandone gli aspetti, quindi di argomentare le proprie tesi e di lanciare, quando non proprio delle prospettive future, almeno degli spunti di riflessione.

Il libro è diviso in cinque capitoli, più un’introduzione all’opera, una conclusioneche chiarisce gli intenti di emancipazione universale del progetto e un ricco corredo bibliografico. Vengono sollevati dubbi, demoliti luoghi comuni come quello del multiculturalismo, tanto osannato anche da una certa sinistra che, talvolta senza volerlo, promuove una forma di razzismo capovolto e cataloga le altre culture come oggetti sacri meritevoli di protezione, anche quando nelle loro consuetudini contengono norme aberranti, antidemocratiche o misogine. Perché rispettare l’altro non significa esentarlo da una critica, che si auspica sia sempre costruttiva e contribuisca alla realizzazione di una società migliore. Perché consentire leggi discriminatorie è come concedere un avallo alle stesse.

Il rischio più diffuso, del resto, è rimanere intrappolati tra le proiezioni di una vulgata che banalizza lo stato delle cose e l’autoreferenzialità che, ai nostri tempi, ha raggiunto livelli esponenziali:

«Il nostro tempo sembra stretto nell’alternativa fra una deriva comunitarista/multi-culturalista, da un lato, e un soggettivismo individualista, narcisista ed egocentrico, dall’altro. Due approcci solo apparentemente distanti ma che in realtà condividono un nucleo fondamentale: una sostanziale indifferenza nei confronti del destino dei singoli esseri umani».

Perché, dunque – per tornare, infine, all’uscita reazionaria di Salvini – niente religione nelle scuole? Il libro della Sciuto non si ferma a questa questione, ma la affronta con acribia nelle pagine iniziali, anche prendendo a prestito citazioni da Kant. Semplice: perché la scuola deve essere laica, come la legge stessa prescrive. Perché nella nostra società sono presenti molte minoranze (alcune numerose) e più un contesto è disomogeneo più necessita di una laicità rigorosa: in questo senso, lo Stato ha precise responsabilità che non può più derogare, nuotando in un limbo indeciso o, come sta accadendo adesso, prendendo posizioni contaminate da intenti programmatici e politici.

La laicità – e qui si prende un prestito dal filosofo tedesco sopra citato – è una condizione di possibilità di una comunità politica fondata sui principi di uguaglianza e libertà, ossia sull’universalità della legge. Se vogliamo davvero appropinquarci a un futuro di rispetto, pace e integrazione, la laicità diviene quindi traguardo imprescindibile.

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Chi sono

Sono redattrice di "MicroMega" e collaboratrice del portale europeo "Newsmavens.com". Ho studiato filosofia e ho scritto "Non c'è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo" (Feltrinelli, 2018); "La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica" (Mimesis edizioni, 2015). Mi occupo principalmente di diritti civili, laicità e femminismo. Vivo e lavoro fra Roma e Francoforte. Per contattarmi potete scrivere a cinziasciuto@animabella.it