Politica

Referendum Mirafiori, il paradosso della democrazia

Referendum Mirafiori, il paradosso della democrazia

Alla fine hanno vinto i sì. Con una risicatissima maggioranza, ma hanno vinto. Dando così spago alla retorica della ‘volontà della maggioranza’. Ma il referendum di Mirafiori mette in drammatica evidenza uno dei paradossi più pericolosi della democrazia, che tutti i suoi teorici hanno sempre sottolineato: il rischio che la democrazia metta in discussione se stessa, con un voto della maggioranza che cancella, di fatto, i presupposti stessi della democrazia. A Mirafiori il 54 per cento dei lavoratori (e la stragrande maggioranza degli impiegati, ossia lavoratori sui quali meno incide l’accordo che hanno votato), ha deciso per tutti i lavoratori un netto peggioramento delle condizioni lavorative e un sostanziale arretramento sul fronte dei diritti.
Ecco perché, in democrazia, il principio di maggioranza è solo uno degli elementi caratterizzanti, e neanche il primo. Esso può rivendicare legittimità democratica solo dopo che una serie di presupposti, formali e materiali, siano stati rispettati. Una immaginaria situazione in cui a un gruppo di persone, ostaggi di alcuni banditi, viene ‘concesso’ di votare chi di loro deve morire per primo non può certo essere definita una situazione democratica. Il paradosso è funzionale a mostrare i limiti del principio di maggioranza.
Per tornare a Mirafiori, i lavoratori si sono trovati di fronte a «una scelta impossibile tra diritti e lavoro», come l’hanno definita le decine di economisti che hanno firmato una lettera di sostegno alla Fiom. Persino coloro che sostenevano il sì hanno più volte ammesso che si trattava, nella sostanza, di un ricatto. E a un ricatto si può cedere (e si può persino sostenere che si debba cedere), non si può democraticamente votare.

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1 Comment

  • Qualunque uomo di buon senso non potrà mai condannare una vittima sottotiro che offre la "borsa" in cambio della vita e contrapporlo ad un altro che dice "spara pure vigliacco!"
    La cosa che più apprezzo in Landini, infatti, è l'atteggiamento del "giorno dopo" (oltre il coraggio e la dignità manifestati in tutta questa brutta vicenda) ed è questa: credere ed affermare di rappresentare per le lotte avvenire anche coloro i quali nelle condizioni suddette hanno votato SI.
    Non tutti siamo capaci e disposti a morire da eroi. Per questo tutti i codici prevededono che qualunque contratto sottoscritto sotto ricatto è NULLO.

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Chi sono

Sono caporedattrice di "MicroMega". Ho studiato filosofia e ho scritto "Non c'è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo" (Feltrinelli, 2018); "La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica" (Mimesis edizioni, 2015). Mi occupo principalmente di diritti civili, laicità e femminismo. Vivo a Francoforte sul Meno. Per contattarmi potete scrivere a cinziasciuto@animabella.it

Ich bin Journalistin und Autorin. Ich habe in Rom und Berlin Philosophie studiert und an der Sapienza Universität in Rom promoviert. Ich bin leitende Redakteurin bei der italienischen Zeitschrift für Philosophie und Politik „MicroMega“ und schreibe auch für einige deutschen Medien, u. a. "Die Tageszeitung" und "Faustkultur". Auf meinem Blog „animabella.it“ schreibe ich zu Säkularismus, Frauenrechten, Multikulturalismus und Fragen der Bioethik. Ich habe zwei Bücher geschrieben: "Die Fallen des Multikulturalismus. Laizität und Menschenrechte in einer vielfältigen Gesellschaft" (Rotpunktverlag, 2020; Originalausgabe auf Italienisch Feltrinelli 2018) und „La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica“ (Mimesis Edizioni, Milano 2015). Ich lebe mit meiner Familie in Frankfurt am Main.

Sie können mich unter dieser E-Mail erreichen: cinziasciuto@animabella.it